Monte Acuto

Cerca

Vai ai contenuti

Menu principale:


Ardara

Vecchi comuni

Abitanti 717, altitudine 324 m s.l.m., superficie territoriale 38,07 km².
La grande basilica romanica di S. Maria del Regno e le rovine del castello medievale ne testimoniano l’antico ruolo di capitale del giudicato di Torres.
La maglia urbana attuale di Ardara (abitanti 717, superficie 38,607 kmq, altitudine 324 m), lineare e ordinata, costituita prevalentemente da edifici unifamiliari a uno o due piani con giardino, ha ampliato negli ultimi decenni il tessuto medievale formatosi in età giudicale intorno all’antica residenza dei giudici di Torres e alla sua bellissima cappella palatina: la chiesa romanica di Santa Maria del Regno, dall’altopiano su cui sorge il paese, domina con il suo severo volume di trachite rossa la vasta pianura coltivata che si estende tutto intorno. Dell’antico palazzo giudicale restano oggi, di fronte alla chiesa, i suggestivi ruderi in grossi conci di pietrame trachitico.
La parte antica del paese ha vie strette lungo le quali si allineano in prevalenza edifici unifamiliari a due piani accostati a schiera, improntati ad estrema semplicità nella composizione delle facciate e tutti rinnovati da recenti interventi di finitura, che ne hanno alterato l’aspetto originario.
Emergono su questo tessuto omogeneo pochi palazzetti, tra cui il Municipio, ubicati a monte della chiesa giudicale, che è quella di maggiore interesse. Il nome Ardara è attestato nel medioevo nella forma Ardar. Il toponimo è probabilmente paleosardo anche se affine al latino arduum (luogo arduo, erto). Nel centro abitato e nel territorio comunale vi sono segni che indicano la presenza di insediamenti umani dalla preistoria all’epoca romana. Il periodo di maggiore splendore fu quello medioevale. Dal secolo XI e fino al 1272, infatti, Ardara, e la curatoria omonima, fece parte del Giudicato di Torres di cui fu anche capitale. Nel 1259, con lo smembramento del giudicato, la curatorìa passò ai prima ai Doria e poi sotto il giudicato d’Arborea con il matrimonio tra Eleonora d’Arborea e Brancaleone Doria. Nel 1421 il re d’Aragona Alfonso V il Magnanimo infeudò l’encontrada di Ardara e Meilogu a Bernardo de Centelles. Nel 1479 la curatoria di Oppia (Ardara, Mores, Ittireddu, Totorake e Lachesos) fu acquistata da Giovanni Villamarì. Dal 1614 passò ai Manca che la trasformarono in marchesato di Mores riscattato nel 1838.

Comune di Ardara P.zza Municipio 1
Telefono: 079 400066 Fax: 079 400157
www.comune.ardara.ss.it
protocollo@comune.ardara.ss.it


Menu di sezione:


Torna ai contenuti | Torna al menu