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La ricchezza del territorio, unita alloperosità delluomo del Monte Acuto, favorisce un intenso sviluppo dellattività dellartigianato gastronomico che da generazioni sapientemente contribuisce al bilancio attivo delleconomia della Comunità.
A caratterizzare la produzione è soprattutto il pane di Ozieri, un disco di pasta di 30/40 centimetri di diametro, detto su pane fine o spianata, fino a poco tempo fa di produzione quasi esclusivamente familiare e ora affidata a panifici industriali diffusi nei paesi circostanti. La cosiddetta spianata tipo Ozieri è ormai reperibile in buona parte del nord della Sardegna, anche presso i centri commerciali, e si conserva morbida e gradevole anche per diversi giorni.
Una ghiottoneria, poi, sono le ricotte gentili di pecora: morbide, bianchissime, e dal sapore talmente delicato da essere proposte come antipasto ma, addolcite con un po di miele, anche come dessert.
Un ruolo importante, poi, giocano gli insaccati (salsicce, lardo, pancetta) e i prodotti del maiale. Ed è proprio la carne di maiale aromatizzata lingrediente principale delle panadas di Òschiri che in agosto dedica a questo gustoso snack, formato da un cofanetto di pasta, unapposita sagra.
Mandorle, zucchero, miele e farina: questa la base dellantica arte dolciaria locale. A cominciare dallinarrivabile bontà delle copulettas, nuvolette di mandorle e zucchero con la forma di fragilissime barchette spesso ricoperte di una delicata glassa bianca.
Dolci preziosi da esibire in occasioni speciali e che oggi è facile trovare anche nelle pasticcerie artigianali insieme ai morbidi amaretti e alle tiliccas, eleganti ghirigori di sfoglia immacolata ripieni di sapa, mosto di prima pigiatura fatto cuocere lentamente.
Ma i dolci più famosi di Ozieri sono i sospiri, palline di zucchero, bianco duovo e mandorle tritate che oggi è possibile trovare ricoperte di cioccolato o con aromatizzazioni diverse a cominciare dal mirto. Di particolare gusto saranzada, dolce di mandorle tostate, miele e scorze darancia.
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A Ozieri il tipo di pane più pregiato e più diffuso era quello
a spianata (su pane fine), che richiedeva tempi più lunghi di lavorazione rispetto agli altri. ...»
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