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Lintreccio
Gli intrecci in fibre vegetali vantano unarcaicità che altri aspetti dellartigianato spesso non possiedono. Le tecniche di lavorazione e le forme spesso sono patrimonio comune di contesti socio-culturali anche distanti fra loro. I differenti materiali utilizzati per la realizzazione dei contenitori intrecciati, come anche le forme, denunciano limpiego cui nel passato erano destinati i contenitori. Intrecci realizzati con canne spaccate, polloni
di olivastro, mirto, salice, anagiride fetida o di altri arbusti spontanei, generalmente erano di competenza maschile e venivano utilizzati per contenere e trasportare prodotti dellattività agro-pastorale e della pesca. Contenitori di palma nana, di giunco, di asfodelo, indispensabili nelle varie fasi della panificazione domestica soprattutto, ma anche per altre attività, erano invece quasi sempre di competenza femminile e rappresentavano una componente rilevante del corredo domestico. Era comunque in entrambi
i casi un artigianato diffuso spesso di tipo individuale (contadini e pastori producevano direttamente i manufatti di uso quotidiano quali cesti e funi), anche se non mancavano le figure artigianali che dellintrecciatura e di costruzione di manufatti intrecciati facevano attività professionale esclusiva.
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La tessitura
Lartigianato tessile, che generalmente veniva esercitato dalle donne a livello domestico nei ritagli di tempo lasciati liberi dagli impegni della casa, era fino alla prima metà del 1900 abbastanza diffuso in tutti i paesi del Monte Acuto, anche se in modo non omogeneo. Veniva utilizzata in primo luogo la lana della pecora ma anche il lino coltivato nellambito della rotazione colturale cui erano sottoposti i terreni agrari.La produzione tessile era indirizzata principalmente alla manifattura di tessuti occorrenti al consumo familiare
in quanto la famiglia tendeva a produrre al suo interno quanto occorreva nella vita quotidiana: lenzuola, coperte, copriletti, bisacce, sacchi, tessuti di lino per la casa, ma soprattutto tessuti per labbigliamento. Lorbace con ordito e trama in lana era il tessuto più diffuso e dopo la follatura era usato per la confezione di capi di abbigliamento.Tutti gli strumenti utilizzati nelle operazioni preliminari di preparazione delle fibre sia animali che vegetali sono manuali. La pettinatura della lana veniva eseguita con scardassi, la filatura con rocca e fuso, la formazione della matassa con laspo e infine la tessitura con il telaio orizzontale di legno. Tutti gli strumenti venivano prodotti dallartigiano locale che utilizzava materie prime reperibili sul posto.
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| Cesti di Ittireddu |
Telaio tradizionale |
Strumenti per la filatura |
Tessuti di Berchidda |
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Indirizzi utili
Pattada
Maglificio di Rita Era, loc. Sos Alinos 8, tel. 079 755752, e-mail: erarita@tiscalinet.it
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