COMUNITÀ MONTANA DEL MONTE ACUTO
       
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Fino a tutto il XIX secolo una delle attività principali del Monte Acuto era la pastorizia. Una pastorizia brada e transumante, che col tempo, grazie all'impiego di moderne tecnologie volte ad aumentare la produttività dei pascoli, ha lasciato il posto a forme di conduzione più evolute e stanziali. Ancora oggi essa costituisce la maggior fonte di reddito per il Monte Acuto. Predominanti sono, infatti, l'allevamento ovino (282.866 capi circa), che ha conosciuto una notevole espansione nella seconda metà del XX secolo e presenta caratteri di omogeneità nella distribuzione territoriale dei capi, e quello bovino (30.187 capi circa) diffuso, in particolare, nelle zone di Ozieri, Oschiri, Mores, Pattada, Buddusò, e oggi destinato soprattutto alla produzione di carne.

L'allevamento bovino e ovino, orientato in particolare verso la produzione di latte, ha contribuito, inoltre, a dare notevole impulso alla nascita e allo sviluppo del comparto lattiero caseario. La produzione e la trasformazione del latte in formaggio hanno oggi raggiunto livelli di alta professionalità consentendo il passaggio da una lavorazione artigianale, che ancora sopravvive in alcune zone dell'interno del Monte Acuto, ad una lavorazione industriale del prodotto. Attualmente nel territorio esistono sette caseifici, di cui quattro gestiti da cooperative, che producono, ed esportano in tutto il mondo, il pecorino sardo di tipo romano, il fiore sardo, il toscanello e il semicotto.

Un ruolo di tutto rispetto rivestono anche l'allevamento dei cavalli, in costante evoluzione grazie alla presenza dell'Istituto di Incremento Ippico di Ozieri e dell'Ippodromo di Chilivani, e la suinicoltura (24.662 capi circa), da cui si ricava la produzione del suinetto da latte, concentrata nel territorio di Berchidda.

Poco diffuso è invece l'allevamento caprino (Alà dei sardi e Buddusò). La razionalizzazione degli allevamenti, il continuo miglioramento genetico delle razze bovine e ovine, inoltre, mantengono vivo un interesse che annualmente si rinnova nella kermesse primaverile che è la fiera esposizione dei torelli ad Ozieri e la fiera ovinicola a Berchidda.

Pecore al pascolo a Mores Capre La tosatura (su tusoldzu) rappresenta, nell'economia pastorale tradizionale, un momento di particolare rilevanza e viene effettuata nel periodo tra maggio e giugno. Essa consiste nel taglio, fino a tempi recenti effettuato con strumenti manuali, del vello delle pecore la cui lana fornirà la materia prima per l'artigianato tessile tradizionale. L'operazione è anche finalizzata a rendere sopportabile agli animali il caldo estivo e inoltre ad evitare che semi di piante selvatiche (ad esempio il forasacco o salauppu) si impiglino nel vello e causino ferite e infezioni alla pecora. Nel settore agro-pastorale il movimento cooperativistico, concepito inizialmente come strumento solidaristico, ha svolto un'importante funzione di rinnovamento economico e sociale. Il primo esperimento di cooperazione nella comunità del Monte Acuto risale alla fine del secolo XIX (Società del Caseificio ad Ozieri). Nello stesso periodo si diffusero un po' ovunque nel territorio (Pattada, Ozieri, Buddusò, Mores e Ittireddu) le cooperative di mutua assicurazione del bestiame. Con gli anni il sistema cooperativistico si è notevolmente consolidato, tanto che, attualmente, nel territorio esistono alcune delle più importanti cooperative dell'isola.
Pecore al pascolo a Mores Capre La tosatura delle pecore ad Ardara Mungitura

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Allevamento dei bovini e dei suini