COMUNITÀ MONTANA DEL MONTE ACUTO
       
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Sin dalle epoche più remote l’uomo ha sempre sfruttato la particolare conformazione del suolo roccioso della Sardegna, adattando le numerose cavità naturali del terreno alle proprie esigenze, come abitazione primitiva o per ricavarvi sepolture e necropoli o chiese rupestri, o come ripari temporanei per i pastori o per le greggi. Sono visibili nel territorio del Monte Acuto, in particolare nella zona di Mores e di Nughedu San Nicolò, interessanti esempi di ambienti rustici o persino di abitazioni ancora utilizzate, ottenute ampliando e modellando lo spazio all’interno dei tafoni calcarei scavati dal vento o dall’acqua sulle pareti dei tavolati e sui dirupi rocciosi, e chiudendo le cavità con murature in pietrame minuto a vista, o, nei casi più complessi, con blocchi lapidei squadrati intonacati. Su tali prospetti, che ricalcano la semplice composizione delle facciate delle abitazioni rurali, si aprono la porta di ingresso, talvolta centinata, e una o più finestre, spesso con mostre in conci squadrati o ingentiliti da semplici modanature.
L’esempio più rilevante è certamente quello dell’abitazione plurifamiliare in tafone di Su Canale, alle porte dell’abitato di Nughedu San Nicolò, che offre interessanti testimonianze dell’organizzazione dell’insediamento, percorsi e scale scavate nella roccia e le canalizzazioni per la raccolte e il deflusso delle acque.

L’abitazione in tafone L’abitazione in tafone L’abitazione in tafone L’abitazione in tafone

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