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Larchitettura del medioevo sardo è rappresentata soprattutto dallo stile romanico, nella gran parte dei casi da quella variante del romanico che fu il romanico pisano. Il Monte Acuto ospita due dei capolavori assoluti del romanico sardo, collocati, per di più, a poche centinaia di metri (in linea daria, però) luno dallaltro. Sono due chiese che svolsero un ruolo fondamentale nella storia di questa parte del Monte Acuto: Nostra Signora del Regno, ad Àrdara, era in realtà la cappella palatina dei "giudici" di Torres che avevano qui la sede della loro capitale; S. Antioco di Bisarcio fu la chiesa cattedrale dellantico vescovado di Bisarcio, trasferito soltanto in età moderna a Ozieri, quando la località dove sorgeva la chiesa venne abbandonata dai suoi abitanti.
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Nostra Signora del Regno deve il suo nome proprio al fatto di essere stata la
chiesa del centro sede del "regno" (su rennu) degli antichi signori di Logudoro. Oggi si trova allestremo bordo del piccolo abitato, e guarda da un alto poggio sulla pianura sottostante: ma anche questa posizione isolata e dominante accresce fascino alla costruzione, che è tutta di nerissimi conci di trachite: "ferrigna", come è stata descritta da qualcuno. Forse per questo la facciata è eccezionalmente orientata a sud, in modo da essere più direttamente illuminata dal sole. Scandita da quattro brevi lesene, ha una sua compattezza che è anchessa, in qualche misura, uneccezione rispetto al modello delle chiese romaniche di Sardegna, in cui elementi decorativi come archetti e rosoni sono chiamati ad alleggerirne la forza. Ma proprio questa era probabilmente limpressione che il costruttore e i "giudici" committenti volevano conferirle, il senso di una chiesa-fortezza, capace di esprimere la forza e la potenza dei signori che avevano lì, a pochi passi, il loro castello (oggi spesso ridotto a pochi ruderi non facilmente riconoscibili).
Il severo interno, di tipo basilicale, ha la navata centrale coperta da travature a vista; le colonne che la dividono dalle navate minori furono dipinte nel Seicento con una serie di immagini di apostoli e di dottori della Chiesa, che danno vivacità allinterno, decorato anche con un bel pulpito di legno intarsiato e dipinto di grande effetto. Nellabside, dopo diversi anni di assenza dovuti a un lungo restauro romano, è tornato da qualche anno il retablo maggiore, la grande tavola daltare che occupa lintero spazio dellabside.
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| Nostra Signora del Regno, Àrdara |
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La basilica, che sorge su un breve rialzo nella piana di Chilivani, è forse opera delle stesse maestranze che, dopo aver costruito Nostra Signora del Regno e, scendendo al sud dellisola, la chiesa di S. Giusta presso Oristano, tornarono a realizzare, guidate forse da architetti di cultura lombarda o francese, S. Antioco: sui resti di una chiesa distrutta da un incendio, che esisteva prima del 1090, fu impiantata lattuale costruzione, consacrata intorno al 1150-60, una cinquantina danni dopo la consacrazione di Nostra Signora del Regno (1107). Prima del Duecento fu aggiunto lavancorpo che caratterizza la facciata, compartita da questa architettura mossa e fantasiosa. A fianco si leva il poderoso resto del campanile, mozzato diversi secoli fa da un fulmine e non più ricostruito. I conci in trachite di due diverse tonalità (lo scuro e il rossastro) danno risalto a tutti gli elementi decorativi di cui sono ricche la facciata e le possenti fiancate. Nel severo interno la statua del santo, in legno dipinto, è tuttora oggetto di devozione popolare.
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| S. Antioco di Bisarcio, Ozieri |
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Di impianto bizantino rielaborato nel tempo è invece la piccola e interessante Chiesa di Santa Croce nel cuore del centro storico di Ittireddu.
Tutta la regione del Monte Acuto, peraltro, è punteggiata di piccole e grandi chiese romaniche.
La più bella è la chiesa campestre con il santuario di Nostra Signora di Castro, che si trova presso Òschiri (1174), ma molte altre sono interessanti: fra queste S. Maria di Coros, situata alla periferia di Tula, e le chiese campestri di Nostra Signora di Otti, a pochi km da Òschiri, con il tipico campaniletto a vela, S. Nicola di Bùtule, presso Ozieri, costruita tra il Duecento e il Trecento in stile romanico-gotico, e S. Giacomo nella campagna di Ittireddu.
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| Nostra Signora di Castro, Oschiri |
S. Maria di Coros, Tula |
Santa Croce, Ittireddu |
Nostra Signora di Otti, Oschiri |
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