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 I maestri del Cinquecento
Uno dei capolavori della storia dell’arte isolana è conservato a Ozieri, nella cattedrale: è il polittico della Madonna di Loreto, opera di un pittore conosciuto con il nome di &dquot;Maestro di Ozieri&dquot;, che fu attivo in questa zona (le parti di un altro grande polittico dedicato a S. Elena si trovano nella parrocchiale della vicina Benetutti) nella prima metà del Cinquecento o, secondo altri studiosi, verso la fine del secolo: la discussione verte intorno al momento in cui giunsero in Sardegna gli echi del primo manierismo italiano, di cui il polittico ozierese è fortemente segnato, con una leggerezza di segni e di colori che contrasta vivamente con la forza e la ricchezza della pittura di influsso catalano (o comunque nordico) che vibra nel retablo di Àrdara.

IL RETABLO Il retablo è una grande macchina pittorica, che ospita in uno spazio di diverse decine di metri quadrati pitture organizzate in una complessa architettura. La parola retablo deriverebbe dal latino retrotabula altaris, perché la tavola era destinata a essere collocata alle spalle dell’altare.

Giovanni Muru e aiuti, Retablo maggiore, 1515, tempera su tavola, chiesa parrocchiale di Santa Maria del Regno. Nell’epigrafe del tabernacolo compaiono i nomi di Giovanni Muru, pittore titolare dell’impresa di tutta la pala d’altare, e di Joan Cataçolo, committente documentato come canonico della cattedrale di S. Pietro di Sorres e arcipetre di S. Antioco di Bisarcio. Nella realizzazione delle scene si individuano due altre mani che hanno concorso alla possente opera , che misura complessivamente dieci metri per sei. Si possono ammirare illustrati i misteri gioiosi e gaudiosi dedicati alla Madonna, titolare della chiesa, mentre nei polvaroli si scalano i profeti e alcuni santi la cui devozione è molto sentita nell’ambito sardo. Si notano nell’Annunciazione riferimenti alle stampe di Dürer e nella Domitio Virginis a quelle di Schonaguer a conferma del legame con l’arte d’Oltralpe. Nella predella si nota la mano del Muru con peculiarità stilistiche pervase da un tocco più delicato rispetto a quello che si scorge nei riquadri della pala d’altare.La predella permetteva al pittore una maggiore libertà interpretativa, in quanto era parzialmente svincolato dal rispetto del dettato teologico riservato ai diversi episodi dipinti nella parte centrale del retablo. Si ammira nella padella soprattutto l’interpretazione del Cristo e la risoluzione particolare datagli sopra il sarcofago, rappresentato come non fosse morto ma stesse meditando sui segni della sua Passione, mentre è stagliato contro la croce. Gli altri personaggi richiamano Martino, santo cavaliere, Gavino, santo per eccellenza della Chiesa turritana, Nicola, santo protettore di Sassari, Cosma e Damiano, santi anargiri assai venerati, e Stefano, onorato a Bessude. Influssi italiani e fiamminghi testimoniano le aperture artistiche del Muru.
Giovanni Muru e aiuti, Retablo maggiore, 1515, tempera su tavola,
chiesa parrocchiale di Santa Maria del Regno, Àrdara.


L’opera di maggiore rilievo artistico non solo della cattedrale ma della pittura del Cinquecento isolano è il retablo del Maestro di Ozieri giunto ai nostri giorni completo. Ossia composto dalla tavola centrale della Madonna di Loreto, dell’Annunciazione, della Visitazione, della Crocifissione, nonché da tre scene della predella: l’Ecce homo, e due coppie di dottori della Chiesa. Non si insiste sulla possibile datazione in quanto ampi sono i dubbi e le opinioni fra gli studiosi; si preferisce notare che l’artista ha desunto ispirazione dalle stampe tanto di Dürer (Visitazione), quanto di Tiziano (Annunciazione) giunte a lui in un periodo di loro ampia diffusione, senza escludere Cesare da Sesto.

Maestro di Ozieri, Retablo della Madonna di Loreto, (sec. XVI), tempera su tavola, Cattedrale Ozieri. Maestro di Ozieri, Deposizione (sec. XVI), tempera e olio su tavola, antico Convento San Francesco, Ozieri. La tavola è stata acquisita recentemente dal Comune di Ozieri, il quale ha riportato in Sardegna un’opera che faceva parte di un retablo smebrato e disperso, un tempo allogato in una chiesa di Sassari. Il soggetto è ripreso da una stampa di Raimondi, il quale a sua volta l’aveva desunto da un disegno di  Raffaello, con una libera interpretazione nel gruppo delle pie donne raccolte ai piedi della croce. La scena, fonte di ispirazioni per altri artisti del Cinquecento, attesta l’attenzione del Maestro di Ozieri non solo per l’arte dell’Urbinate, ma di influssi d’oltralpe ripetutamente presenti nei suoi dipinti. [WP]
Maestro di Ozieri, Retablo della Madonna di Loreto, Cattedrale Ozieri. Particolare, Retablo della Madonna di Loreto, Cattedrale Ozieri Maestro di Ozieri, Deposizione, Ozieri. Particolare, Deposizione, Ozieri.

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